Cloud segreti: i dipendenti italiani sono i più propensi a utilizzare servizi cloud in azienda senza autorizzazione

Una ricerca VMware rivela che in Europa si spendono 1,6 milioni per azienda in cloud “fuori controllo”

I responsabili IT riconoscono i benefici di questo tipo di cloud ma circa la metà di loro si dice preoccupata dalle crescenti minacce legate alla sicurezza

Milano, 14 maggio 2013 — VMware, Inc. (NYSE: VMW), leader globale nella virtualizzazione e nell’infrastruttura cloud, annuncia oggi i risultati di una ricerca che svela che due terzi (66%) dei dipendenti italiani userebbero o acquisterebbero servizi e prodotti cloud senza un’autorizzazione ufficiale da parte dell’IT e che metà di loro (49%) lo ha già fatto. L’Italia ha la percentuale più alta in Europa, dove invece il 45% userebbe servizi cloud “clandestini” e il 36% li usa già.

La ricerca, condotta da Vanson Bourne e commissionata da VMware , dimostra inoltre che il 37% dei Responsabili IT in Europa sospetta che le persone all’interno dell’azienda abbiano acquistato servizi cloud senza autorizzazione. In Italia la percentuale raggiunge il 43%. Tuttavia, la ricerca VMware indica che questo trend non è percepito come negativo, anzi molte aziende riconoscono che questa spesa – una media di 1,6 milioni di euro per ogni organizzazione in Europa nel 2012 – può portare benefici al business.

La maggior parte dei decision maker (72% in Europa, 78% in Italia) che sospetta che in azienda si faccia uso di cloud non autorizzato pensa che questo sia vantaggioso: circa uno su due in Europa (51%) e il 43% in Italia hanno dichiarato che aiuta il business a rispondere più rapidamente alle richieste dei clienti e circa un terzo (31% in Europa, 24% in Italia) che consente all’azienda di migliorare la crescita e lo sviluppo. Tuttavia, in Italia, il 54% degli intervistati pensa che il cloud nascosto incrementi le minacce alla sicurezza, creando un conflitto fra la domanda crescente di flessibilità da parte dell’IT e la necessità di mantenere il controllo e ridurre il carico di gestione.

“La ricerca parla di una spesa sbalorditiva in azienda per il cloud non autorizzato, ma non necessariamente si tratta di denaro sprecato. I dipendenti dichiarano di aggirare spesso il reparto IT per acquistare servizi cloud e lavorare in maniera più efficiente per il bene dell’azienda,” ha commentato Alberto Bullani, Regional Manager VMware, Italia. “L’IT ha raggiunto un punto critico in cui ignorare la realtà della spesa per il cloud non autorizzato non è più possibile. I responsabili IT devono fare i conti con questa realtà, fornendo la flessibilità che lo staff richiede e, al tempo stesso, gestendola in modo sicuro.”

Quasi un terzo (23%) dei dipendenti in Europa ha scaricato e pagato per prodotti cloud e ha dichiarato di aver speso circa 2.270€. Il 14% ha sborsato più di 5.000€ ciascuno nel 2012. L’Italia, la Germania e i Paesi Bassi sono stati i più spendaccioni: il 22% degli italiani ha speso più di 5.000€, seguito dal 19% degli olandesi e il 17% dei tedeschi. In Italia, i responsabili IT hanno stimato che l’equivalente del 20% del budget IT è stato speso in servizi e prodotti cloud non autorizzati nel 2012, più di 2 milioni di euro, la cifra più alta in Europa.


1Specialist market research agency Vanson Bourne polled 1,500 IT decision makers and 3,000 office workers in companies with 100 - 5,000+ employees in the UK, France, Germany, The Netherlands, Italy and the Nordics (Sweden, Norway, Denmark and Finland) using a hybrid approach of telephone and online interviewing between March and April 2013

La ricerca ha evidenziato perché e come i dipendenti italiani scavalcano il protocollo IT. Le motivazioni degli intervistati vanno dal mantenere la competitività lanciando una nuova offerta di prodotti e servizi (18%) al trovare modi di lavorare più efficienti e veloci (30%). Molti (69%) pagano questa spesa per il cloud nascosto con il budget della Divisione (25%), la imputano come una spesa (49%) o pagano con carta di credito aziendale (36%).

La ricerca rivela che i responsabili IT italiani stavano già pianificando di implementare quei servizi o applicazioni cloud in ogni caso (31%). Sembrerebbe quindi esserci una possibilità per un allineamento fra le business unit e il dipartimento IT, dando ascolto alle richieste dei dipendenti per dar forma alla futura strategia IT.

“Sebbene siano in molti nelle aziende europee a riconoscere i benefici del cloud nascosto, è necessario darsi da fare,” ha continuato Bullani. “Circa la metà dei responsabili IT in Europa chiede un maggior dialogo con i dipartimenti coinvolti. E’ bello vedere i dipendenti prendere l’iniziativa per guidare la crescita e l’innovazione, ma questo ha un prezzo. Un approccio proattivo dell’IT con appropriati livelli di gestione, sicurezza e visibilità può assicurare che il cloud nascosto diventi un fattore competitivo e non diventi una minaccia per il business.”

I responsabili IT ritengono che le aree che più di tutte scelgono di utilizzare cloud non autorizzati sono:

  1. Marketing/Pubblicità/Comunicazione (43% in Europa, 31% in Italia)
  2. Vendite (33% in Europa, 20% in Italia)
  3. Ricerca e Sviluppo (31% in Europa, 43% in Italia)
  4. Finance (23% in Europa, 22% in Italia)

I cinque prodotti e servizi più utilizzati in azienda (pagati o gratis) senza autorizzazione dell’IT sono:

  1. Servizi di condivisione di dati e file (55% in Europa, 60% in Italia)
  2. Servizi Email Cloud (47% in Europa, 46% in Italia)
  3. Instant messaging (44% in Europa, 53% in Italia)
  4. Video conferencing (37% in Europa, 42% in Italia)
  5. Social network professionali (22% in Europa, 23% in Italia)

VMware
VMware offre soluzioni per la virtualizzazione e per le infrastrutture cloud che consentono alle organizzazioni IT di guidare la crescita di aziende di ogni dimensione. Grazie alle caratteristiche e ai benefici della piattaforma di virtualizzazione – VMware vSphere® – le aziende si affidano a VMware per ridurre costi fissi e variabili, migliorare la flessibilità, garantire continuità di business, rafforzare la sicurezza e salvaguardare l’ambiente. Con un fatturato 2012 pari a 4,61 miliardi di dollari, oltre 480.000 clienti e 55.000 partner, VMware è leader di mercato nella virtualizzazione, che si conferma una delle priorità strategiche nell’agenda dei CIO. VMware ha sede nella Silicon Valley con uffici in tutto il mondo e può essere raggiunta online su www.vmware.it.

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